CRESCITA FISIOLOGICA O PATOLOGIA?

DIAGNOSI PRECOCE E GESTIONE IN ORTOPEDIA PEDIATRICA

Con il Dottor Salvatore di Giacinto, Medico Chirurgo, Specialista in Ortopedia e Traumatologia Pediatrica presso Centro Pegaso di Grosseto.

Di cosa si occupa l’ortopedia pediatrica?

L’ortopedia pediatrica è una disciplina molto specifica che si occupa delle alterazioni muscolo scheletriche nell’accrescimento, in cui ogni valutazione deve essere strettamente legata al tipo di accrescimento, del singolo caso e del paziente in esame.

Infatti delle apparenti alterazioni in alcune fasi della vita possono rappresentare delle tappe fisiologiche dello sviluppo scheletrico del bambino, in altri casi, possono rappresentare vere e proprie patologie che talvolta possono anche essere meritevoli di trattamento chirurgico “In questo ambito il momento in cui viene valutato il caso, risulta essere particolarmente significativo” 

Quand’è il momento di consigliare questo tipo di visita?

Il Medico di riferimento di ogni bambino è innanzitutto il Pediatra, in caso di dubbi è il primo specialista a cui rivolgersi in quanto conosce la storia clinica del bambino e speso molti dubbi possono trovare direttamente una risposta. Nel caso vi sia una sua indicazione o vi siano patologie ortopedico pediatriche meritevoli di approfondimento, è necessario rivolgersi ad un ortopedico specializzato. Queste patologie possono insorgere e interessare qualsiasi fascia d’età, dall’epoca perinatale (con patologie come il piede torto congenito, la displasia congenita dell’anca, etc…) lungo tutto l’accrescimento (dalle alterazioni dell’appoggio plantigrado come il piede piatto, deformità assiali, angolari o di lunghezza degli arti inferiori, fino alle scoliosi dell’adolescente).

Quali sono le patologie più frequentemente sottoposte a chirurgia?

Le patologie ortopedico pediatriche che necessitano di un trattamento chirurgico sono molte e si presentano in varie fasi della vita, vanno dalle correzioni chirurgiche dell’appoggio plantigrado fino alle correzioni angolari e/o della lunghezza degli arti. Possiamo dire che ci sono alcuni elementi che guidano la scelta dell’approccio chirurgico, innanzitutto andare a correggere la funzionalità alterata dalla patologia, la scelta del momento giusto nello sviluppo del bambino in cui andare a correggere la patologia e cercare di scegliere un approccio chirurgico meno invasivo possibile. L’approccio meno invasivo è spesso strettamente legato ad una diagnosi effettuata nel momento giusto e in epoca precoce “ad esempio nelle operazioni per la lunghezza degli arti o dei difetti angolari (ginocchio valgo) possono essere possibili trattamenti mini invasivi che vengono detti di epifisiodesi, altre volte in diagnosi tardive questi approcci non sono possibili e quindi si deve ricorrere ad interventi di osteotomia”

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