CHIRURGIA BARIATRICA

La chirurgia dell’obesità per una drastica riduzione di peso

La Chirurgia Bariatrica, o Chirurgia dell’Obesità, cura i pazienti affetti da obesità patologica. L’obesità è una malattia che può essere associata ad una serie di patologie tra cui il diabete di tipo 2, l’ ipertensione arteriosa, l’ insufficienza respiratoria con sindrome delle apnee notturne, la cardiomegalia,  l’ artrosi dell’anca e delle ginocchia. I pazienti candidati ad intervento di chirurgia dell’obesità possono essere  trattati con procedure restrittive, malassorbitive  o miste quali: il posizionamento di un Pallone Intragastrico (BIB – prevalentemente in preparazione all’intervento chirurgico nel paziente super obeso), il Bendaggio Gastrico Regolabile, la Sleeve Gastrectomy, il By-Pass Gastrico su ansa alla Roux, il Minigastric bypass, la Diversione Biliopancreatica.

La scelta dell’intervento avviene dopo che il paziente ha eseguito il percorso durante il quale viene studiato da un team multidisciplinare che prevede la collaborazione dell’endocrinologo, del dietologo, dell’anestesista, dell’ internista, dello psichiatra.
Le procedure chirurgiche sono eseguite quasi esclusivamente con tecniche mininvasive (chirurgia laparocopica), che  consentono un rapido recupero funzionale, un ridotto dolore postoperatorio ed una dimissione rapida.

I pazienti candidati ad intervento chirurgico devono avere un Body Mass Index (BMI) o Indice di massa corporea superiore a 35 kg/m2 con patologie associate, oppure un BMI maggiore di 40 Kg/m2  anche in assenza di tali patologie; l’età può variare da 15 anni , in caso di giovani pazienti super obesi affetti da patologia associata grave, a 70 anni, in pazienti anziani affetti da patologia cardiorespiratoria grave, da diabete 2 o comunque da malattie che incidono significativamente sulla spettanza di vita.

Interventi di Chirurgia Bariatrica

INTERVENTI RESTRITTIVI

  • Bendaggio gastrico regolabile
  • Sleeve gastrectomy

INTERVENTI MISTI

  • Bypass gastrico
  • Minigastric Bypass

Interventi restrittivi

Riduzione del volume dello stomaco; la riduzione della capacità gastrica induce un rapido senso di sazietà con drastica riduzione dell’introduzione del cibo.

Bendaggio gastrico regolabile

 

Consiste nel posizionare un anello di silicone a 1,5 cm. dalla giunzione esofago-gastrica, confezionando una tasca gastrica del volume di 20-30 ml. (equivalente al contenuto di una tazza di caffè). Nella faccia ventrale del bendaggio c’è una camera che si può riempire di liquido attraverso un dispositivo (port) posizionato sottocute. Il riempimento della camera consente la riduzione del calibro del punto di passaggio del cibo dalla tasca confezionata sopra il bendaggio e lo stomaco al di sotto di esso. L’intervento di bendaggio viene generalmente praticato in pazienti giovani, non superobesi, con un BMI che non supera quindi i 40 kg/m2 e con buone capacità cognitivo-comportamentali, cioè pazienti psicologicamente stabili.

Sleeve gastrectomy

 

L’intervento consiste in una resezione verticale di circa 3/4 di stomaco. Lo stomaco residuo avrà un volume di circa 90 – 110 ml ed avrà la forma di una manica, da cui il termine inglese sleeve. L’asportazione del fondo gastrico, sede ove viene sintetizzata la maggior quantità di grelina, un ormone che induce la fame, determina la quasi totale assenza del senso della fame nelle fasi successive all’intervento; inoltre, il paziente beneficia anche di un rapido senso di sazietà per la significativa riduzione del volume gastrico. Pratichiamo questo intervento nei pazienti con BMI maggiore di 40 kg/m2 o in pazienti super obesi con BMI maggiore di 50 kg/m2 dove può essere il primo step in previsione di un successivo by-pass gastrico.

Interventi misti

In essi si abbina la funzione di restrizione gastrica, causa di un rapido senso di sazietà a quella del malassorbimento dei grassi.

Bypass gastrico

 

Si confeziona una piccola tasca gastrica del volume di circa 30-40 ml a cui si collega (si anastomizza) un’ansa del digiuno recuperata a circa 100 cm dal confine tra duodeno e digiuno (angolo di Treitz). Questo tratto di intestino è chiamato tratto alimentare. La continuità dell’intestino al di sotto del duodeno, necessaria per veicolare la bile ed il succo pancreatico,  viene assicurata anastomizzando il tratto bilio pancreatico con il digiuno  a circa 200 cm dalla sutura tra tasca gastrica ed intestino.

L’intervento di Bypass Gastrico viene eseguito nei pazienti con BMI > 40 kg/m2 che presentano malattie associate come diabete 2, ipertensione, insufficienza cardiorespiratoria e apnee notturne, artrosi dell’anca e del ginocchio. L’intervento è particolarmente indicato nei mangiatori di dolci e in coloro che mangiano in continuazione.
E’ considerato, inoltre, l’intervento di elezione nei pazienti che non presentano buone capacità comportamentali o cognitive, di carattere fragile e non adatti a mantenere un comportamento alimentare corretto e costante.

Minigastric Bypass 

 

L’intervento consiste in un primo tempo chirurgico restrittivo finalizzato alla creazione di una piccola tasca gastrica verticale, del volume di circa 60 ml.
Il secondo tempo dell’intervento, prevede l’unione (anastomosi) tra la tasca gastrica e l’intestino tenue, “saltando” (by-passando) però un tratto di 200-250 cm misurati dal duodeno.
Il mini by-pass gastrico presenta due differenze rispetto al Bypass classico:
1) La creazione di un serbatoio gastrico lungo.
2) Il confezionamento di una sola anastomosi tra stomaco sezionato ed intestino.
Analogamente al by-pass gastrico anche nel mini by-pass gastrico lo stomaco ed il duodeno vengono esclusi completamente dal transito degli alimenti.
Dopo questo intervento lo stomaco escluso, il duodeno e le vie biliari non sono più esplorabili con le metodiche tradizionali. Il mini by-pass determina un calo del peso corporeo con il meccanismo della riduzione della quantità di cibo introdotta.
Il passaggio di cibo appena masticato, ma non digerito, in un tratto di intestino che non era abituato a riceverlo in questa forma, determina una stimolazione che genera un senso di sazietà precoce di grado variabile.

I risultati della chirurgia bariatrica sono eccellenti con perdita in media del 60-75% del peso in eccesso in circa 2 anni. La finalità della terapia chirurgica non è riferibile al solo calo ponderale, ma anche alla guarigione o comunque al netto miglioramento clinico delle patologie associate come la sindrome metabolica ed in particolare il diabete di tipo 2. Affidati all’alta competenza medica del Centro Pegaso, i nostri specialisti in Chirurgia Grosseto ti aspettano. Clicca sul bottone di seguito e Contattaci per informazioni.

Dr. Voglino Costantino

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